
Arte in Orto. Acciaio e natura. Strano connubio, ma il legame tra l’arte di Carlo Mo e la natura è molto stretto. L’artista viveva in modo molto intenso il rapporto con la natura, in tutte le sue accezioni, in ogni singolo dettaglio. Dalla superficie dell’acqua, fosse essa mare, fiume o cascata, le sue opere ne riprendono la luce, come all’evolversi di un albero o di un giunco. Da giungle, foreste e deserti dell’Africa sino alle colline dell’Oltrepò, e alla Pianura Padana. Mo amava Pavia, le sue torri, i cortili dell’Università, la sua nebbia e tante altre cose.
Uno dei suoi posti segreti era l’Orto Botanico. Ne conosceva le fioriture e ci andava a passeggiare o solo a guardare dall’esterno, a seconda dei periodi. Questo legame tra l’arte di Mo e la natura è più che visibile alla sua Mostra Permanente, “la mitica casa del Chiozzo” come la definiva Mino Milani, e in tutte le sculture che adornano Pavia, Milano e molte altre città sparse per il mondo. La mostra di Carlo Mo all’Orto Botanico di Pavia è, in qualche modo, la chiusura di tanti cerchi delle sue opere. Un percorso incantato di un colloquio amoroso di cui scoprirne i segreti.
L’arte di Mo diventa una lente di ingrandimento per esplorare in modo insolito il patrimonio vegetale dell’orto. Le forme e le geometrie delle sue sculture si ritrovano costantemente nelle piante: rotondità, angoli, poligoni, sporgenze caratterizzano gemme, foglie, fiori e frutti. Le opere stesse spesso rappresentano elementi botanici e naturali. Ecco allora l’Arte come occasione per riconnettersi con la Natura, e la Natura come fonte di ispirazione per l’Arte.
Per approfondimenti sulla biografia e sulle opere di Carlo Mo, si veda il sito ufficiale http://www.carlomo.com/
La sua casa di Pavia, in Via Mascherpa 2, Mostra Permanente delle sue opere, è visitabile, a partire da aprile, su appuntamento, contattando il seguente numero 335 8040553